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LE ORIGINI DI BORGOMANERO

"Borgomanero, luogo insigne del Novarese, giace in una perfetta pianura presso l'Agogna sotto l'estremo lembo del Mergozzolo, e di un contrafforte del Monte Rosa, i quali sempre più digradando da questo lato, sembra che siensi divisi in due linee quasi parallele di vaghi colli e pendici per fargliene deliziosa corona all'intorno, finché insensibilmente diminuendo vanno a dileguarsi nella vasta pianura del Novarese inferiore".

Questa è l'introduzione dello storico rosminiano Vincenzo De Vit al suo "Memorie Storiche di Borgomanero e del suo Mandamento" (1859-1880), che colloca geograficamente Borgomanero in modo preciso, mentre a ritroso Luca Contile nel suo "Ragionamento sopra le proprietà delle imprese" (1574) accennava: "Borgomanero, luogo, grosso e bellissimo e quasi città".

Tuttavia, il più antico documento in cui appare il nome di una terra con toponimo "borgomanerese" è fuori d'ogni dubbio il diploma, del 29 luglio 962, col quale l'imperatore Ottone I di Sassonia, l'indomani della vittoria ottenuta nelle terre della Riviera di San Giulio, sul rivale Berengario II, elargiva ai canonici dell'Isola, con altre terre: "hoc est cortes duas Barazzolam et Agredate; quarum una quae dicitur Barazzola habet manson viginti et tres".

Barazzola, divenuta Baraggiola, è oggi una cascina che giace a pochi chilometri dal centro del borgo e fra i ventitrè poderi, a cui si fa cenno nel diploma dipendenti dalla "corte di Barazzola", doveva certamente essere compreso l'abitato dove oggi è posta Borgomanero.

[Testo di Giuseppe Bacchetta tratto da "Percorsi. Storia e documenti artistici del novarese" - "Borgomanero volume 23"]

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ultimo aggiornamento il 30/05/2007

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