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Prime memorie di Borgomanero
Nel 962 l'imperatore Ottone I dona ai canonici di San Giulio la curtis di Baraggiola comprendente ventitré mansi o poderi. Fra quelle terre doveva esservi ubicato Borgomanero, che sarebbe stato, quindi, uno dei ventitré poderi, cioè un "manso" o "manerio". A questo punto il De Vit trae la conclusione che il "manerio ", cresciuto in popolazione, fosse stato cinto di mura e fossato a difesa, forse fortificato e quindi detto "borgo", donde derivò "Borgo Manerio" o "Borgo Manero ", e, in un solo vocabolo: "Borgomanero ". Il De Vit diede forza a questa convinzione citando alcune carte del XII e XIII secolo nelle quali trovasi scritto, in una sola voce, "Burgimanerium ".
Anche lo storico Azario scrive "Borgo Mainero", ma dovranno passare alcuni secoli prima di poter trovare conferme storiche concrete. La prima testimonianza si ha nel 1202, quando il 12 maggio di quell'anno, venne sottoscritta una convenzione fra Novara ed i Conti di Biandrate, nella quale si dichiarava che i novaresi erano padroni di tutte le terre al di sotto di Gozzano e Romagnano ed è qui che si trova, per la prima volta, Borgomanero citato come "Burgus Sancti Leonardi" e dove si attesta in luogo l'esistenza di un "fossato". È la prima notizia politica che si ha del borgo.
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