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Nel Seicento
Troviamo il maggiore dei tre fratelli dapprima in Spagna, impegnato nella guerra contro i moriscos, poi nel Monferrato, quando il suo apporto fu determinante per la conquista di Vercelli nel 1617.
Alfonso invece, che era Abate Commendatario dell'Ordine di Malta, si trovò spesso sollecitato a intervenire per difendere il Borgo dalle milizie spagnole. Morì nel dicembre del 1623.
Nel 1628 il Marchese Carlo Filiberto era ancora in Spagna, a Madrid, con l'incarico di Prefetto Supremo della Camera dell'Infante card. Ferdinando. Rientrerà in Italia nel 1632 con la nomina a Principe del Sacro Romano Impero, ma si trattò soltanto di una tappa intermedia per la Baviera. In quel frangente, infatti, si trovava a guidare le truppe destinate a contrastare le invasioni degli svedesi e dei protestanti. Tuttavia, in quell'occasione accompagnò il card. Infante in visita ai Borromeo all'Isola, e il 29 maggio 1633 giunse a Borgomanero, dove fu accolto con tutti gli onori. Nel Borgo, fra l'altro, trascorse lunghi periodi di soggiorno la consorte, Marchesa Livia Marini.
Carlo Filiberto rientrerà in Italia solo nel 1644, stabilendosi a Mortara. Alla sua morte nel 1652 non lasciò eredi e il feudo passò al nipote Carlo Emanuele. Anch'egli, che era solito accompagnare tutte le lettere con il solo titolo di Marchese di Borgomanero, intraprese la carriera Militare, ottenendo i massimi riconoscimenti.
Nel 1679 fu a Milano, dove ebbe modo di seguire, seppure a distanza, l'amministrazione del Borgo, interessandosi in particolare all'erezione della Collegiata, alle controversie con la città di Novara in merito ai dazi, il controllo dei pesi ed altre questioni. Ma anche i suoi ultimi anni li trascorse all'estero, viaggiando con diversi incarichi per tutta Europa. Il giorno della morte, il 27 ottobre 1695, lo sorprese a Vienna.
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