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Nel Novecento
Il 18 febbraio 1900 giunse a Borgomanero l'elettricità, della quale si serviranno prestissimo le principali industrie. Può essere considerata, questa, una data simbolica, in quanto segna, proprio agli albori del secolo, l'inizio di quei prodigiosi cambiamenti che il progresso economico e scientifico comporteranno sia per il borgo, che allora contava circa 10.000 abitanti, sia per l'intero Paese.
Passiamo in rassegna alcune delle tappe di questa vertiginosa evoluzione:
- 1900: viene istituita la Direzione Didattica: Borgomanero, non solo per la Scuola Tecnica del 1878, diventa un punto di riferimento prestigioso per l'istruzione
- 1902: si apre la grande industria della Charollais, inaugurata poi dal re Vittorio Emanuele III nel 1907
- 1903: è in funzione il nuovo macello, reso necessario per l'eccezionale mole di lavoro
- 1904: la città dispone del nuovo cimitero della Sorga
- 1906: viene completata la galleria di Gattico e quindi il tratto ferroviario Santhià-Arona
- 1909: la città dispone di un Oratorio Maschile
- 1910: viene completato il Tiro a Segno
- 1912: è la volta del Teatro Sociale e dell'Ospedale di Viale Zoppis, mentre nello stesso anno otterrà vasta eco la Mostra Campionaria
- 1913: sono completate le nuove Scuole Elementari
Con la Prima Guerra Mondiale, però, si ebbe una traumatica interruzione dello sviluppo sociale ed economico, di cui abbiamo fornito solo qualche dato fra i tanti disponibili, sia per le gravi perdite subite sia per la crisi successiva al conflitto, che creò le condizioni politiche dell'ascesa del fascismo (anche se l'adesione della città al movimento fu tutt'altro che calorosa).
Proprio i fascisti, il 17 agosto 1923 sciolsero l'ultima amministrazione comunale liberamente eletta: a Borgomanero giunse un Commissario prefettizio.
Durante la Seconda Guerra Mondiale la situazione del Borgo, nonostante il conflitto sembrava potesse coinvolgere la città solo in modo indiretto, andò man mano peggiorando, sia per le terribili notizie che giungevano alle famiglie dal fronte sia per le crescenti difficoltà che quotidianamente si presentavano, e che indussero gli abitanti ad allontanarsi in cerca di luoghi momentaneamente più sicuri.
L'azione antifascista delle squadre partigiane, soprattutto in risposta alla controffensiva tedesca, trovò la crescente partecipazione della popolazione, anche perché ancora una volta Borgomanero, per l'importanza strategica del suo territorio e per la presenza in città dei servizi essenziali, diverrà luogo strategico per la Resistenza e sede di aspri scontri. Oltre trenta furono i caduti annoverati dalla città, fra i quali spiccano le due medaglie d'oro Ernesto Mora ed Enzo Gibin, trucidati a Cressa il 23 febbraio 1945.
Dopo mesi drammatici di scontri con ripetuti capovolgimenti di fronte, conflitti ed un bombardamento alleato, le brigate partigiane riuscirono a liberare la città all'alba del 25 aprile.
Esponente insigne della Resistenza fu Achille Marazza, membro del Comitato di Liberazione Nazionale, il quale fu tra coloro che il 25 aprile 1945 a Milano incontrarono Mussolini per intimargli la resa senza condizioni.
L'opera di rinnovo delle strutture pubbliche, iniziata negli Anni Trenta dal podestà Gianni Colombo, proseguì dopo la Seconda Guerra. Negli Anni Cinquanta, infatti, si realizzarono molti progetti, fra i quali si ricordano il nuovo macello pubblico, che sostituì l'impianto precedente liberando l'area della Valera per lo sviluppo delle scuole; le prime case popolari (1949); il palazzo Inail (1952) e il palazzetto delle Poste (1954); il complesso INAM e Poliambulatorio Provinciale (1959) e, non meno importanti, le due grandi aree verdi lungo il fiume Agogna, piazza Salvo d'Acquisto e Parco della Resistenza. Molto importante fu l'introduzione dell'utilizzo del metano per uso domestico e industriale e la realizzazione del moderno impianto di illuminazione pubblica con la Società Dinamo.
Seguirono poi nei decenni successivi grandi sviluppi di edilizia scolastica, sanitaria e sportiva (vengono completati gli edifici della Pretura, la Casa per anziani e il Campo Sportivo).
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